MELODIE DA “DEGUSTARE”: QUANTO È IMPORTANTE IL BINOMIO PALATO E MUSICA?

Alcuni pensano che il binomio cibo – musica sia un legame di recente invenzione, mentre invece trae le sue origine nella notte dei tempi. 

Un esempio sono le sinfonie di epoca medievale, le quali venivano composte e suonate durante i banchetti tenuti dai ceti elevati, con lo scopo principale di intrattenere gli invitati e rallegrare l’atmosfera conviviale. Per non parlare del compositore tedesco Georg Philipp Telemann, il quale scrisse nel XVIII secolo un’apposita sinfonia per accompagnare i pranzi e le cene dei nobili della sua epoca. Se vogliamo andare ancora più a ritroso, possiamo fare un salto all’epoca dei greci. Il vino e la musica accompagnavano sempre i banchetti degli antichi, in quanto già in epoca arcaica nel VI sec A.C si era a conoscenza che suoni specifici di alcuni strumenti musicali – come la cetra o la lira – favorivano durante il convivio il risveglio della creatività artistica e della elevazione spirituale. Già nella Grecia antica quindi il legame vino – musica era in grado di influenzare le emozioni dei commensali.

E ai giorni nostri invece? 

Senza dubbio questa antica arte di abbinare il giusto sound alle pietanze non è stata dimenticata dagli sound designer moderni, che si occupano di ricercare e comporre le melodie da abbinare a specifici ambienti, compresi i ristoranti. 

Uno studio dell’University of South Florid pubblicato sulla rivista Journal of the Academy of Marketing Science ha rivelato che la musica utilizzata in modo strategico può addirittura influenzare la scelta dei piatti e delle bevande ordinati dagli ospiti all’interno degli ambienti di ristorazione. Lo dimostra un esperimento condotto all’interno di un locale di Stoccolma: durante un pranzo vennero suonati diversi generi musicali in un loop separatamente a 55 decibel 70 decibel, mentre le varie voci del menu furono codificate come: 

  • Sane
  • Non salutari
  • Neutre 

L’esperimento andò avanti per diversi giorni su un una clientela variegata, e i il risultato finale fu che una musica soft risultò avere un effetto “calmante” sulle persone, rendendoli più consapevoli di ciò che avevano ordinato e facendogli così scegliere piatti più salutari. Viceversa, una melodia più ritmata portò i clienti a desiderare di ordinare pietanze più ricercate e meno salutari, a causa di un aumento di stimolazioni nervose. 

Per cui, come confermato anche dalle fonti del passato, il binomio palato – musica è un legame indissolubile, un’esperienza sensoriale totalizzante che coinvolge gusto, olfatto e udito e che non può essere affidata semplicemente ad una playlist improvvisata, ma deve essere curata nei minimi dettagli dai migliori Sound Designer. 

Molti ristoranti all’interno dei più prestigiosi hotel italiani hanno scelto di riporre la loro fiducia nei music designer di UBI SOUND, per poter regalare a propri  clienti esperienze sensoriali indimenticabili. La musica influenza e amplifica le nostre emozioni, e in questo caso le persone coinvolte in questo viaggio curato nei minimi dettagli dal nostro staff  non potranno che provare nostalgia una volta usciti dal ristorante.